Nei giorni scorsi a Milano e' stato vietato ad un
ragazzo di donare il sangue per il suo orientamento
sessuale.
Gabriele
e' donatore di sangue da anni e fino a l'altro
giorno non ha avuto nessun problema, l'istituto
Pini ha sempre accettato le sue donazioni,
sapendo che il donatore era omosessuale.
Da qualche mese il Pini e' stato compreso nel
Policlinico, quindi si applicano le procedure di
questo ospedale, che prevedono che non possono
essere donatori coloro che hanno rapporti
sessuali a rischio.
Ovviamente un omosessuale, seguendo una
tradizione di stupidi luoghi comuni, ha solo
rapporti sessuali a rischio, anche se, come nel
caso di Gabriele, si ha una relazione stabile da
diversi anni.
Ergo se sono un omosessuale e lo dichiaro non
posso essere donatore, anche se sono vergine,
casto e puro, se sono eterosessuale ed ho
un'intensa vita sessuale, magari non protetta
posso donare sangue e magari pure mettere a
rischio la vita di chi ricevera' il mio sangue.
Mi chiedo come sia possibile che un ospedale
dell'importanza del Policlinico possa applicare
questo protocollo discriminatorio nei confronti
degli omosessuali e come la Regione Lombardia ed
il Ministero assistano a questo nel silenzio
piu' totale.
Presidente Formigoni, assessore Bresciani cosa
aspettate a fermare questi medici che applicano
le regole a loro piacimento, basando la propria
professione non sulla deontologia ma sulla
propria convinzione religiosa.
Ministro Fazio lei e' un uomo di scienza e di
medicina, non puo' stare zitto davanti a questo
grave atto di intolleranza, il suo silenzio
avvalla e certifica che si puo' impunemente
discriminare una persona in base al proprio
orientamento sessuale.
Non ci faccia rimpiangere il suo predecessore,
Storace, che in una simile situazione apri'
un'inchiesta.
Di sangue abbiamo costante bisogno, ma se
andiamo avanti di questo passo sara' piu'
importante avere del sale in zucca, sempre che
ci siano delle zucche ancora in circolazione e
non delle rape.
Luca Maggioni
vice presidente
Gaylib
lotta all'omofobia
Omofobia, un ufficio speciale alla
CriminalPol. GayLib e Arcigay: "Grazie Manganelli.
Ora serve l'ampliamento della legge Mancino"
Il
capo della polizia Antonio Manganelli questa mattina
a Padova ha presentato il nuovo ufficio contro le
discriminazioni delle minoranze, a livello centrale
presso la Criminalpol.
“E’ la prima volta che accade nel nostro paese” ha
detto Manganelli. “Sarà un osservatorio contro la
discriminazioni religiose, sessuali, razziali e
verranno realizzate una serie di iniziative di
prevenzione e repressione dei reati, ma anche un
costante monitoraggio di quel che accade nel
territorio per avviare interventi mirati".
Manganelli ha inoltre sottolineato che “vi sarà una
puntuale attenzione anche nel mondo virtuale con uno
spazio dedicato nel 'Commissariato online' e su
Facebook. Vi saranno inoltre -ha concluso il Capo
della Polizia - esperti operatori in grado di dare
risposte
puntuali per iniziative mirate”.
Le associazioni GayLib e Arcigay hanno espresso
piena soddisfazione per la costituzione presso la
Centrale Operativa della Criminalpol di un Ufficio
Centrale dedicato alle minoranze tra le quali le
comunità gay lesbica e trans italiane.La nota di
soddisfazione è giunta a pochi minuti dall’annuncio
dell’importante novità resa pubblica oggi a Padova
dal Capo della Polizia di Stato, Antonio Manganelli
che qualche giorno fa aveva ricevuto i presidenti
delle due associazioni gay Enrico Oliari e Paolo
Patané per individuare la soluzione più idonea a
prevenire la nuova emergenza omofobia palesatasi
nell’ultimo mese con aggressioni violente a Bolzano,
Roma, Milano, Padova e Palermo. “Siamo assolutamente
soddisfatti della prontezza d’intervento con cui il
Capo della Polizia di Stato Antonio Manganelli che
ha pienamente recepito il senso della nostra
preoccupazione” commentano i presidenti di GayLib e
Arcigay. “Siamo certi – proseguono Oliari e Patané -
che la Polizia di Stato tramite questo nuovo ufficio
mirato alla prevenzione e alla repressione delle
violenze a sfondo ideologico porterà a casa i
migliori risultati possibili a vantaggio della
sicurezza e della libertà di tutti i cittadini
davvero senza distinzioni. Altresì, ringraziando il
Capo della Polizia di Stato, Manganelli quanto il
suo prezioso staff di collaboratori per la
sensibilità e l’operatività immediatamente
dimostrate. Vogliamo poi congratularci con gli
uomini della Questura di Padova che in quarantotto
ore sono riusciti a individuare e catturare i
responsabili dell’ultimo duro attacco a sfondo
omofobico che ha visto vittima una coppia di ragazzi
gay nell’ultimo fine settimana”. “La strada
imboccata nella lotta all'omofobia è quella giusta –
annotano dunque i presidenti di GayLib e Arcigay – e
vorremmo che il Parlamento dia un seguito
all’importante gesto compiuto dalla Polizia di Stato
con una modifica normativa che vada ad inserire
l’orientamento sessuale e l’identità di genere tra
le discriminazioni sanzionate nel testo della legge
vigente 205/93, la cosiddetta legge Mancino mirata
proprio alla condanna di gesti, azioni e slogan
aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla
discriminazione per motivi razziali, etnici
religiosi o nazionali. Crediamo, infatti –
concludono Oliari e Patané – che tale modifica
legislativa possa risultare la più idonea non solo
per inserire le comunità gay e trans in un consesso
di minoranze socialmente riconosciute e accettate ma
anche per fornire alla CriminalPol gli strumentio
più idonei e mirati per la prevenzione e la
repressione delle violenze a sfondo omofobico e
transfobico”. (15 giu 10)
il libro
Gianfranco Fini. Sfida a
Berlusconi, di Enzo Palmesano
Intervista
a cura di Enrico Oliari
Enzo Palmesano, casertano, è stato capo servizio
politico del Secolo d'Italia e membro del Comitato
centrale del MSI-DN. Giornalista conosciuto, ha
avuto gli onori della cronaca in occasione del
Congresso di Fiuggi del 1995, quando riuscì a far
approvare un emendamento per certi versi storico: la
nascente Alleanza Nazionale chiudeva con
l’antisemitismo e l'antisionismo.
"Gianfranco Fini. Sfida a Berlusconi" (Aliberti ed.)
è il suo ultimo instant book, dove, con
un'intelligente introspezione, traccia l’immagine
caleidoscopica del Fini di ieri e di oggi. “Fini, in
materia di diritti civili, È l’erede di Pannella?”,
si chiede Palmesano. Oppure il finismo è una
dottrina filosofico-politica sé stante e per certi
versi innovativa? Che ci fa il co-fondatore del PdL
in un movimento che in più occasioni ha dimostrato
di mal sopportarlo? E la Lega, il partito del “Senatùr”,
lo ignora o lo teme?
Palmesano, la confluenza di Alleanza Nazionale
nel Popolo della Libertà è stato, come dice Fabio
Granata, un atto dovuto dal momento che il partito
di Fini si stava comunque “berlusconizzando”. Che ne
pensa?
- E’ la tesi di Fabio Granata; e se è fondata, si
tratta dell’ammissione di una sconfitta politica. Ma
negli ambienti finiani è in voga pure un’altra
lettura, secondo la quale l’unica strada per
togliere a Berlusconi la leadership del centrodestra
sarebbe stata quella di batterlo nella guerra
intestina ad un partito unico. Una strategia mutuata
dalla battaglia di Sarkozy contro Chirac nel partito
neo-gollista francese. Confluenza nel partito unico,
il Pdl, insomma, come passaggio tattico necessario
nella strategia per sconfiggere Berlusconi e il
berlusconismo. Per ora, non sembra che questa scelta
di Fini e dei finiani sia stata coronata dal
successo. (continua)
associazione
Successo per la prima
presentazione italiana dell’International Business
Equality Index
Grande
successo per la prima presentazione italiana
dell’International Business Equality Index, la
classifica delle aziende multinazionali piú
inclusive verso il proprio personale lgbt, i propri
clienti e i propri fornitori, tenutasi a Milano il
18 giugno. Angelo Caltagirone, Presidente di egma (European
Gay & Lesbian Manager Association) e Vice Presidente
di IGLCC (International Gay & Lesbian Chamber of
Commerce) ha illustrato i risultati dell’edizione
2010 e la metodologia dell’Index, che lo rendono non
soltanto un valido indicatore economico e
professionale, ma anche uno strumento culturale di
piú ampio respiro. La presentazione è iniziata
nientemeno che con il messaggio dell’On. Mara
Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, che ha
salutato organizzatori e partecipanti e ha auspicato
che la prossima edizione dell’International Business
Equality Index veda la partecipazione di aziende
italiane. Importanti sono stati la presenza e il
contributo delle autorità: Agnese Canevari in
rappresentanza dell’UNAR (Ufficio Nazionale
Antidiscriminazioni Razziali) e del Ministero per le
Pari Opportunità, e Ines Patrizia Quartieri,
Presidente della Commissione Pari Opportunità del
Comune di Milano. Sono stati relatori anche Riccardo
Bianchi, Manager di IBM, società vincitrice
dell’edizione 2010, e Ivan Scalfarotto, Presidente e
fondatore di Parks, un’iniziativa per valorizzare la
presenza lgbt e la diversity in generale nelle
aziende fornendo supporto e servizi.
lombardia
Gay aggrediti a Milano, Maggioni (GayLib):
"Moratti, Podestà e Formigoni, assenti
ingiustificati"
E' assordante il silenzio che si leva dai palazzi
del potere milanese e lombardo.
Il Sindaco Moratti, il presidente Podesta' ed il
presidente Formigoni non hanno trovato nemmeno un
minuto del loro tempo per condannare la vile
aggressione omofoba ai danni di due ragazzi e della
loro amica e portare loro solidarieta'.
Il loro mancato intervento e' forse dovuto al fatto
che questi ragazzi che si amano e non hanno problemi
nel manifestarlo, sono dello stesso sesso ed agli
occhi dei nuovi sacerdoti laici che governano queste
importanti amministrazioni sono dei peccatori e
quindi non meritevoli di nessuna solidarieta' ?
Quando verra' compreso che la chiesa e lo Stato sono
due istituzioni diverse e bisogna distinguere tra
peccato e reato ?
Quanto tempo dovremo ancora aspettare perche' chi
governa ed amministra la Cosa Pubblica la smetta di
agire solo in base alle convenienze
politico/religiose ed inizi ad amministrare nel
reale interesse di tutta la comunita' che
rappresenta ?
Ritengo che sia scandaloso e vergognoso che in una
citta', laica, liberale, aperta e culturalmente
avanzata, come Milano le massime autorita' civili
non si degnino nemmeno di partecipare al dolore ed
all'indignazione di una comunita' che e' ferita,
oltraggiata e violentata costantemente.
A Roma Alemanno dopo pochi mesi dal suo insediamento
ha convocato le associazioni omosessuali romane ed a
esposto le sue idee, chiare, nette, precise, anche
in contrasto con le nostre, ma ha dato la massima
disponibilita' alla collaborazione ed infatti a Roma
si lavora su dei progetti e su delle iniziative.
A Milano tutto tace.
Tagliati i fondi alle iniziative culturali, nessuna
risposta alle richieste di incontro e quel che
peggio silenzio assoluto quando si commettono reati
nei confronti di omosessuali.
Dov'e' la Milano " cunt ul cor in man ",
accogliente, solidale, aperta a tutte le iniziative
culturali e sempre pronta a reagire quando veniva
commessa una violenza nei confronti di un suo
cittadino o di un suo ospite ?
Mi aspetto che si apra una stagione di incontri e di
confronto, senza pregiudizi e preconcetti, tra le
istituzioni e le associazioni omosessuali, solo
lavorando su progetti comuni si potra' riportare un
clima piu' sereno e meno violento in questa citta'.
La Milano dell'Expo' non dovra' solo essere quella
dell'industria, della finanza, dell'economia, ma
anche quella dei diritti, della sicurezza e del
rispetto reciproco. (2 giu 10)
il punto
.
Maggioni (GayLib): "Solidale con i gay
israeliani"
"Voglio
esprimere la mia solidarietà e la mia vicinanza alle
associazioni omosessuali israeliane che sono state
discriminate dagli organizzatori del Pride di
Madrid". Lo afferma in una nota Luca Maggioni, vice
presidente di gayLib, il quale sostiene che "non è
comprensibile come delle associazioni non
governative, come quelle che si occupano dei diritti
degli omosessuali, siano ritenute colpevoli di
azioni che sono intraprese dallo stato in cui queste
operano. Ancor meno comprensibile se questa
punizione viene impartita a gruppi che fanno dell'
integrazione e della tutela dei diritti dei gay
senza badare a religione, razza, idee politiche, e
quelli israeliani sono in prima linea nella difesa
degli omosessuali. Di recente ad Haifa è stata
istituita una gay help line, una sorta di telefono
amico, in lingua araba per aiutare i cittadini di
origine palestinese, sia coloro che risiedono in
Israele, sia coloro che a loro rischio e pericolo
continuano ad abitare i territori della Palestina.
Molte sono state negli anni passati le battaglie
portate avanti dagli attivisti israeliani per
impedire che gli omosessuali palestinesi
clandestini, siano rimpatriati, rimpatrio che
porterebbe sicuramente all' arresto, a dure condanne
ed in alcuni casi alla pena di morte". "La condanna
- conclude Maggioni - "di questo gesto di
discriminazione deve essere chiaro e netto e spero
che la si finisca con le punizioni ideologiche e
politiche. Mi auguro di poter partecipare al
prossimo Pride di Israele per essere ancora più
vicino a questi amici". (20 giu 10)