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omofobia


Minacciato dal padre con una forbice perchè gay, costretto a vivere in auto. La denuncia raccolta da GayLib

Venticinque anni appena e una sola colpa: essere omosessuale. "Luca" (nome di fantasia per tutelare la privacy del ragazzo) è uno dei tanti giovani siciliani che quotidianamente patiscono il dramma dell'omofobia. Nel suo caso, come in molti altri denunciati dall'Associazione rappresentata in Sicilia da Sandro Mangano, il dramma si vive all'interno della famiglia. Luca non è accettato dal padre, uomo che descrive all'antica e molto violento. Dal momento in cui il padre scopre l'omosessualità del figlio primogenito, per il ragazzo comincia un'autentica odissea: denigrazione, gesti violenti, insulti pesanti. Il genitore, che ha costretto il ragazzo a lasciare gli studi per lavorare in campagna, al culmine di una banale lite apostrofa Luca come uno "difettoso" puntandogli addosso una forbice. Di lì a poco il venticinquenne si ritrova solo, con una valigia in mano e una vecchia fiat panda come casa. Totalmente abbandonato anche dal resto della famiglia (per timore del padre padrone), lancia un appello sul web: ‹‹Mio padre mi ha sbattuto fuori di casa, cerco un lavoro qualsiasi››. Appello raccolto da GayLib, che sta ospitando il ragazzo e che nel contempo chiede alla società civile e ai media di aiutare questa giovane vittima dell'omofobia a trovare un lavoro dignitoso. ‹‹Con i miei occhi ho potuto constatare che il giovane porta ancora sull'addome i segni di un cacciavite scagliatogli addosso dal padre in un momento di rabbia - dichiara il coordinatore regionale GayLib, Sandro Mangano - Gesto che non è stato denunciato per ritrosia del ragazzo, ma che non può e non deve passare sotto traccia. Spero con forza che non si abbassi mai la guardia su un problema serio e preoccupante come l'omofobia. La nostra associazione conta tantissimi casi come quello di Luca. E' l'ora della sveglia, o sarà un gioco al massacro››.

comunicato stampa

Oliari (GayLib) ‘Bene Obama sulle nozze gay, ma soluzione per Italia sono Unioni omoaffettive’

‘La decisione di Obama di aprire alle nozze fra persone dello stesso sesso e’ coraggiosa e va nel senso giusto, poiche’ la piena dignita’ e liberta’ degli individui si hanno con la completa emancipazione ed accesso agli istituti giuridici, a prescindere dall’orientamento sessuale ed affettivo di chi compone la coppia. In Italia non sarebbe tuttavia praticabile, per la diversa tradizione culturale e giuridica’. Ad affermarlo e’ Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra), il quale continua dicendo che ‘nel 2010 io ed il mio compagno, con altre 2 coppie, abbiamo sollevato il caso alla Corte Costituzionale, la quale si e’ espressa con un invito al legislatore per individuare, se non il matrimonio, forme che comunque riconoscano la coppia dello stesso sesso nei diritti e nei doveri. Tenendo conto della tradizione culturale e sociale del nostro Paese, reputo percorribile piu’ che la via del matrimonio, quella del riconoscimento delle ‘Unioni Omoaffettive’, ovvero rivolte alle coppie dello stesso sesso, come gia’ avviene in Austria, Svizzera, Germania ed in diversi altri Paesi europei’. ‘L’importante e’ darsi una mossa – ha concluso il presidente di GayLib, che e’ anche membro dell’Assemblea nazionale di Futuro e Liberta’ – poiche’ da tempo l’Italia e’ l’ultimo paese dell’Unione europea occidentale a non aver legiferato in materia ed ormai siamo stati superati da mezzo mondo’.

comunicato stampa

Pim Fortuyn: GayLib partecipa alla commemorazione decennale assassinio leader gay destra olandese

Il presidente di GayLib, Enrico Oliari accompagnato dal segretario politico dell’associazione, Daniele Priori prenderà parte oggi pomeriggio, a partire dalle 18, a Provesano (Pn) alla commemorazione del leader politico della destra olandese, già candidato premier Pim Fortuyn in occasione del decimo anniversario della scomaparsa.
Pim Fortuyn, gay dichiarato, fu ucciso il 6 maggio 2002, a quattro giorni dalle elezioni politiche che videro il trionfo della sua lista ed è sepolto, come da sua volontà, nel piccolo centro friulano dove vive la famiglia Ambrosio, conosciuta da Fortuyn a Rotterdam e dalla sua scomparsa alla guida della Pim Fortuyn Foundation, associazione italo-olandese che si occupa della conservazione della memoria, della traduzione e della pubblicazione in italiano degli scritti di Pim ad oggi disponibili, per lo più, solo in lingua olandese.
Fortuyn, sociologo e professore universitario a Groeningen, fu assassinato da un fanatico ecologista in circostanze che restano tuttora misteriose.
Manifestazioni avranno luogo anche a Rotterdam, città della quale era originario l’ex candidato premier, dove sarà intitolata una strada alla sua memoria.
Sempre nella città portuale olandese la scrittrice Ine Veen, già autrice del best seller “Ucciso per mano della Corona”, presenterà una nuova pubblicazione in onore di Pim Fortuyn.

comunicato stampa

GayLib “Ridicolo gesto l’affissione a Trento del simbolo della nostra associazione ai manifesti di Futuro e Libertà”.

“In questi giorni qualche buontempone ha incollato il logo di GayLib, l’associazione dei gay di centrodestra, a diversi manifesti di Futuro e Liberà affissi a Trento per il referendum sulle Comunità di valle: voglio sperare che dietro a tale gesto non ci sia un intento denigratorio, ne’ rivolto alla nostra associazione, ne’ alla lotta di emancipazione e per i diritti delle persone omoaffettive”. A comunicarlo è Michele Beozzo, referente di GayLib per il Trentino Alto Adige, il quale continua dicendo che “dietro l’anonimato si nasconde la codardia di persone liberticide, in piena dissonanza con i valori espressi nella giornata del 25 aprile”.
“Davvero non capisco perché solo sui manifesti di FLI il logo di GayLib – ha ripreso la nota Enrico Oliari, presidente dell’associazione - poiché la stragrande maggioranza degli iscritti milita nelle file del Pdl e, con i vertici di quel partito e specialmente con l’ex ministro Carfagna, abbiamo avuto più occasioni di interazione e di confronto”. “Paventando dietro a tale gesto un’azione omofobica – ha concluso Beozzo - abbiamo comunque pensato di segnalare la cosa all’Oscad, l’Osservatorio per la Sicurezza contro gli atti discriminatori che ha sede presso la sede centrale di Polizia ed al quale proprio noi di GayLib abbiamo dato vita in un incontro con il Prefetto Antonio Manganelli”.

comunicato stampa

No ai gay in commissione Pari Opportunità. Beozzo (GayLib): “Omofobia trentina”

“Ancora una volta il becero conservatorismo pidiellino riesce a negare la realtà dei fatti. Le associazioni di promozione e tutela dei diritti umani vengono chiuse alle persone omosessuali, cosa che, di fatto, ne costituisce una discriminazione istituzionale”. E’ quanto afferma Michele Beozzo, referente GayLib (gay di centrodestra) del Trentino, dopo aver appreso del no alla proposta di Civico di inserire nella commissione contro le discriminazioni le associazioni gay.
“Altrove – ha continuato Beozzo – siamo stati coinvolti in organismi di ogni ordine e grado, perché è palese che in Italia, se vi è un gruppo discriminato istituzionalmente e de facto, è proprio quello delle persone omoaffettive. Siamo infatti fra i partecipanti dell’Oscad, l'Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori istituito con decreto e presieduto dal Capo della Polizia Antonio Manganelli; siamo invitati ormai da anni dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, a partecipare attivamente alla Giornata contro l’omofobia; siamo costantemente in contatto con il Ministero delle Pari Opportunità: solo in Trentino i gay devono agire per interposta persona con le istituzioni”. “Non c’è dubbio – conclude Beozzo – è omofobia istituzionale trentina”.

lottiamo

Il Resto del Carlino, 17 mar 12

«Noi siamo già una famiglia»

Ciri Ceccarini e il suo compagno Daniele:«Ora tocca al Governo»

di Grazia Buscaglia

«Noi siamo già una famiglia, però questa sentenza della Cassazione è un primo passo importante». Ciri Ceccarini, il poliedrico artista che da anni vive a Rimini, a Marina Centro per l’esattezza, già candidato alle ultime elezioni comunali nelle liste di Futuro e Libertà, saluta positivamente la

sentenza della Cassazione che apre di fatto alla coppia omosessuale ad avere riconosciuta una vita familiare come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie. «Io ed il mio compagno Daniele stiamo insieme da cinque anni, siamo sullo stesso stato di famiglia. La sentenza della Cassazione è solo un piccolo passo, ci vuole ancora molto di più. Noi omosessuali abbiamo gli stessi doveri di tutti gli altri quando si tratta di pagare tasse su tasse, ma diventiamo solo una quota

della società e quindi una minoranza, quando si tratta di tutelare i nostri diritti. Smetterò di essere polemico quando saremo equiparati agli altri. Adesso aspettiamo che il Governo faccia qualcosa di concreto con leggi ad ho per risolvere questo problema di discriminazione che ancora esiste», dichiara Ciri Ceccarini.

Essere omosessuali non è ancora una condizione facile in Italia. Lo ricorda il compagno di Ciri Ceccarini, Daniele Priori, 30 anni, giornalista romano ed esponente di GayLib che, insieme

allo stesso artista, fu protagonista nel 2009 di un brutto episodio di omofobia proprio a Miramare: «A Roma non avevo mai avuto simili problemi— racconta Daniele— mentre a Miramare fummo protagonisti di questo brutto episodio con tanto di schiaffi ed insulti. Presenati anche denuncia, ma tutto è finito nel dimenticatoio».

Daniele e Ciri si sono sposati simbolicamente qualche anno fa su una spiaggia abruzzese, ma non sono mai voluti andare ad unirsi in matrimonio in Olanda: «Noi preferiamo lottare qui in Italia perchè ci venga riconosciuta la possibilità di poterci anche sposare qui da noi in Italia—racconta Daniele Priori—. Il Governo Monti sta seguendo tutte le indicazioni dell’Europa in materia economica, di pensioni, di sviluppo, ma è in ritardo per quanto concerne i diritti civili. C’è una profonda incongruenza. La sentenza della Cassazione rappresenta un primo passo importante, è un precedente giurisprudenziale che non potrà essere cancellato, adesso ci vuole una legge ad hoc per il riconoscimento delle unioni omoaffettive. E’ la politica che deve andare avanti, che deve avere il coraggio e la forza per legiferare».

comunicato stampa

GayLib: “Soddisfazione per la sentenza della Cassazione. La classe politica non faccia orecchie da mercante”.

“Esprimiamo entusiasmo per la storica sentenza della Corte di Cassazione, la quale riconosce il vuoto legislativo e l’assoluta mancanza di garanzie in cui versano un numero crescente di coppie omoaffettive”. Lo afferma in una nota Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra), a commento della sentenza della Corte di Cassazione di oggi con la quale il giudice afferma che le coppie gay italiane hanno il ‘diritto alla 'vita famigliare'’ e a ‘vivere liberamente una condizione di coppia’ con la possibilità, in presenza di ‘specifiche situazioni’, di un ‘trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata’.
“Strasburgo, la Corte costituzionale, la Giurisprudenza, lo stesso mons. Fisichella e oggi la Corte di Cassazione - ha continuato Oliari - hanno ravvisato la necessità di riconoscere alle coppie dello stesso sesso un forma unione ed è davvero preoccupante che la classe politica italiana continui a fare orecchie da mercante”.
“Purtroppo – ha ripreso Luisella Audero, del consiglio direttivo dell’associazione e referente per la Toscana – i politici italiani e, a volte, la stessa informazione, tentano di far passare il riconoscimento e la coppia gay stessa come un mostro sfascia-famiglia, ma se la famiglia italiana è in crisi, è per l’alto costo della vita, non certo per colpa dei gay e delle lesbiche”.
“Le coppie omoaffettive – ha poi detto Audero – non sono società a delinquere, bensì l’incontro, duraturo nel tempo, di due persone che si amano, che si sostengono nei momenti difficili e che hanno un progetto di vita in comune”. “Solo Italia e Grecia – ha concluso l’esponente di GayLib – non hanno ancora legiferato in materia, segno che per alcuni l’Europa è solo quella delle banche, dello spread e del mercato”.

Roberto Pellico

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