III CONGRESSO GayLib

 

MILANO, 10 OTTOBRE 2008

 

Intervento di Enrico Oliari

 

Nel ringraziare le autorità, gli ospiti, gli iscritti, i militanti, i simpatizzanti e i signori della stampa intervenuti, esporrò il mio intervento in modo sintetico per dare a tutti la possibilità di intervenire in quest’occasione, per noi così importante.

 

Come sapete, GayLib è l’associazione delle persone omoaffettive e transessuali che si riconoscono nel centrodestra, ma sarebbe un errore pensare che la nostra appartenenza a quell’area politica sia passiva e conciliante rispetto a posizioni non sempre morbide nei confronti delle nostre istanze.

 

Da sempre infatti, oltre ad offrire una “casa” ai gay ed alle persone transessuali vicine al nostro pensiero, portiamo avanti una caparbia opera di sensibilizzazione volta a portare nelle formazioni moderate, liberali e sociali la tematica attualissima dei diritti civili che ci riguardano, convinti del fatto che ne’ vi sia antitesi fra i due concetti, ne’ le sinistre meritino una sorta di monopolio sulla questione.

 

Tant’è che altrove vi sono ministri ed esponenti politici dichiaratamente omosessuali senza che la cosa dia scandalo, mentre è tutt’oggi tipica della nostra Nazione l’identificazione, a mio giudizio erronea e comunque non obbligata, del bigottismo e del clericalismo con il centrodestra.

 

Certamente alla base di questo vi è la perpetua svendita dei propri valori autentici in cambio di sicuri bacini elettorali, ma la nostra storia è ricca di esempi di autorevoli ed ammirevoli esponenti del mondo liberale e sociale per nulla baciapile, basti pensare a quella grande figura che fu e che è ancora oggi Camillo Benso di Cavour o ad Alcide De Gasperi, modello ed ispiratore di una cultura cristiana ed al tempo stesso laica, di cui mi onoro di essere concittadino.

 

L’intervento che presento qui oggi si articola su 3 punti:

 

- Cos’abbiamo fatto in questo triennio;

- Politica e programma dell’Associazione;

- Struttura dell’Associazione;

 

 

Cos’è stato fatto in questo triennio

 

Politica

 

Pur considerando, come dicevo, le difficoltà dovute al terreno oggettivamente non proprio fertile della nostra area politica e quindi con pochi spazi e risorse,

 

1)     è stata portata avanti una forte opera di sensibilizzazione nel centrodestra, con diversi incontri con esponenti delle nostre aree politiche, ivi compreso il presidente Gianfranco Fini e il ministro Mara Carfagna;

 

2)     ci siamo confrontati con gli amministratori di diverse realtà locali, in particolare a Roma, dove abbiamo proposto al sindaco on. Alemanno una nostra scala di interventi da attuarsi per e con il movimento gay e trans, e a Milano, dove il nostro referente si è confrontato con il vice-sindaco on. De Corato su alcune problematiche;

 

3)     abbiamo svolto (per certi versi, ”coraggiosamente”) volantinaggi durante le campagne elettorali, in particolare all’apertura e alla chiusura dell’ultima campagna del Popolo delle Libertà a Milano;

 

4)     tutt’oggi nostri articoli politici ed editoriali escono su diverse testate nazionali;

 

5)     abbiamo presentato la nostra proposta alternativa a quella della sinistre in merito al riconoscimento della coppia dello stesso sesso, cioè “L’Unione omoaffettiva”, idea emergente nel panorama politico internazionale e che viene sempre più considerata nella nostra coalizione;

 

6)     siamo intervenuti in occasione di numerosissimi dibattiti televisivi e radiofonici, come pure siamo stati in gradi di produrre comunicati stampa immediati e capaci di guadagnarsi l’attenzione dei media;

 

7)     abbiamo organizzato dibattiti congiunti con altri partiti politici;

 

 Cultura

 

8)     Nel 2006 siamo usciti con due saggi, “Diario di un mostro. Omaggio insolito a Dario Bellezza” e “L’omo delinquente. Scandali e delitti gay dall’Unità a Giolitti”; nel 2009, quest’anno, hanno visto la luce altre due importanti opere: “Omosessuali? Compagni che sbagliano. Omosessualità e comunismo: tutto quello che non bisogna sapere” e “Dante e l’omosessualità”;

 

9)     Abbiamo prodotto una notevole quantità di articoli di carattere culturale, pubblicati su quotidiani cartacei e testate on line nazionali;

 

10) Siamo stati ospiti più volte di avvenimenti alla Fiera del Libro di Torino;

 

11) Abbiamo organizzato diverse conferenze e presentazione di saggi in tutta la Penisola, da Merano a Palermo;

 

12)  Abbiamo organizzato con la Fondazione Massimo Consoli una mostra a Marino per ricordare la figura dello stesso Consoli, uno dei leaders storici del Movimento;

 

13)  Abbiamo partecipato alla conferenza sull’omocausto “Il Giallo e Il Rosa, Le parole per dirlo”;

 

14)  Abbiamo organizzato nel 2004 a Grosseto la mostra di Marco Silombria in occasione del “Toscana Pride”, Gay Pride nazionale, durante il quale la nostra associazione ha contribuito fattivamente all’ottimizzazione dei rapporti con la giunta comunale, allora guidata dall’onorevole Alessandro Antichi. Tale attività ha fatto sì che, dato storico mai accaduto prima e dopo di allora, il sindaco della città decidesse di far sfilare al corteo del Gay Pride la banda comunale e il gonfalone del Comune;

 

15)  Siamo stati ospiti di diverse trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali;

 

16)  I nostri siti internet offrono un ampio panorama di informazioni sull’omosessualità nei suoi aspetti culturali e sociali, con documentazioni che spaziano dagli aspetti legali internazionali e nazionali, agli aspetti storici, a quelli religiosi, politici e culturali in genere;

 

17)  Abbiamo aperto il nostro bollettino di informazione gay (www.notiziegay.it), il quale sta godendo di un ottimo successo;

 

18)  Abbiamo realizzato su YouTube documentari di storia gay;

 

19)  Abbiamo aiutato studenti nelle ricerche e nella preparazione di tesi ed esami;

 

20)  Abbiamo preso parte a conferenze e convegni sull’HIV e scritto articoli sul tema;

 

21)  Abbiamo commemorato con manifestazioni le figure dell’olandese Pim Fortuijn e di Karl Ulrichs oltre ad aver costantemente partecipato alle celebrazioni annuali (ogni 2 novembre) ad Ostia presso il luogo dove fu ucciso Pier Paolo Pasolini nel lontano 1975. 

 

 

Associazione e movimento

 

22)  Stiamo lavorando alla radicazione di GayLib sul territorio tramite le referenze regionali;

 

23)  Stiamo lavorando all’apertura di sedi e uffici;

 

24)  Stiamo partecipando all’azione promossa da Certi Diritti sul ricorso contro la negazione delle pubblicazioni matrimoniali: una delle coppie da noi proposte è arrivata alla Corte Costituzionale;

 

25)  Abbiamo partecipato a diversi incontri con le associazioni del movimento gay;

 

26)  Siamo stati tra le quattro associazioni che per prime si sono rese promotrici dell’organizzazione del Torino Pride 2006, manifestazione nazionale che ha visto un’ottima apertura alle realtà sociali, culturali e commerciali della città.

 

27)  Abbiamo partecipato a varie manifestazioni del movimento, fra le quali quelle di piazza Farnese (Kiss to Pacs del 2004 e Tutti in Pacs del 2006), numerosi appuntamenti contro le posizioni apertamente omofobe del Vaticano, ultima delle quali quella sulla depenalizzazione dell’omosessualità (dicembre 2008) così come quella silenziosa a Milano (17 maggio 2009) e diversi Gay Pride locali. Particolarmente interessante l’esperimento di un Pride tutto culturale, tenuto a Salerno nel 2005 che ci ha visto protagonisti con una relazione sui diritti civili nei Paesi dell’Unione Europea.

 

28)  Abbiamo raccolto fondi per aiutare persone in difficoltà per via del proprio orientamento affettivo o della propria differenza di genere;

 

 

Cooperazione e solidarietà internazionale

 

29)  Abbiamo denunciato e portato a conoscenza dell’opinione pubblica il caso di un italiano processato e condannato per sodomia in Tunisia;

 

30)  Abbiamo contribuito, in un’azione congiunta, a far sì che un ragazzo omosessuale afgano non venisse rimpatriato, bensì ottenesse il permesso di soggiorno per motivi umanitari;

 

31)  Siamo stati in grado di fornire informazioni agli avvocati di altri omosessuali che hanno inoltrato richiesta di permesso di soggiorno per motivi umanitari;

 

32)  Stiamo aiutando una ragazza rumena (che vive ancora in Romania) che è stata imprigionata per diversi anni e torturata in quanto lesbica sotto il regime di Ceauseascu;

 

33)  Abbiamo partecipato al primo incontro europeo delle associazioni omosessuali di centrodestra, svoltosi a Parigi ed organizzato da GayLib Francia;

 

34)  Abbiamo preso parte attivamente a numerosi sit-in sotto l’ambasciata iraniana in difesa dello Stato di Israele e contro le pesanti persecuzioni perpetrate contro le persone omosessuali da parte del regime degli Ayatollah.

 

 

 

Politica e programma

 

Noi di GayLib siamo orgogliosamente gay e orgogliosamente donne e uomini di centrodestra: noi non rinunciamo al nostro orientamento affettivo a causa del credo politico e non rinunciamo al credo politico a causa del nostro orientamento affettivo.

 

Dal 1997 portiamo avanti un’accanita opera di sensibilizzazione e di apertura alla tematica dei diritti civili delle persone omosessuali nel centrodestra, nostro compito principale proprio perché siamo convinti che il mondo politico di centrodestra non sia un monolite statico, ma un laboratorio di idee in movimento.

 

Tuttavia è certo che noi, a differenza di alcuni del centrodestra, riteniamo i diritti civili e le libertà individuali in generale vero cardine su cui si deve appoggiare una politica capace di modernizzare la Nazione, poiché non basta il ponte sullo stretto di Messina per definirci Paese all’avanguardia, come pure non bastano i contributi economici per le vacche della Valtellina per definirci europei.  

 

Lottiamo quindi, anche se scomodi, a testa alta nel centrodestra per l’ottenimento dei nostri diritti, convinti della necessità di un consenso parlamentare alle nostre istanze ampio e transpartitico, ma anche rammentiamo alla classe politica che quando si mettono etichette di libertà a simboli e a sigle, ciò che chiediamo noi è proprio libertà.

 

Gli insuccessi politici del movimento gay italiano dovuti a una serie di fattori che non sto qui ad analizzare, ma certamente all’ipocrisia delle sinistre, hanno dimostrato che queste hanno perso il monopolio sulla questione omosessuale ed io sono convinto che oggi i tempi siano maturi perché il centrodestra liberale italiano si assuma l’impegno di riportare in materia l’Italia in Europa.

 

L’azione politica che suggerisco di perseguire per il prossimo triennio associativo si articola sui seguenti punti:

 

Coppia gay

 

Negli ultimi anni sono stati proposte diverse soluzioni che riguardano il riconoscimento della coppia omosessuale o dei diritti dei singoli che compongono la coppia, specialmente dopo la Risoluzione A30028/94 del Parlamento Europeo; il movimento omosessuale italiano, sull’onda di quanto avvenuto in Francia, aveva proposto in un primo momento il Pacs, quindi il riconoscimento della coppia di fatto (come due nonnine che vivono insieme, ci dessero), poi le Unioni Civili e i Cus fino alla scomparsa della coppia che abbiamo ritrovato nei DiCo (diritti e doveri dei conviventi), dove ci si metteva insieme con una raccomandata e nei DiDoRe, vicini ad una parte della nostra area politica.

 

La via degli istitutini di serie “B” non solo non ha pagato, ma in materia ha lasciato l’Italia al di fuori dell’Europa, facendoci sorpassare dalla Colombia, dal Sudafrica e persino da Paesi del terzo Mondo.

 

Noi che siamo liberali riteniamo che tutte le soluzioni sopra citate non richiamano la filosofia dell’egalité, ma della similitudine, dal momento che non offrono ai cittadini gli stessi diritti e non chiedono ai cittadini gli stessi doveri di tutti gli altri stabilendo distinzioni fra i diversi tipi di rapporti affettivi.

 

Ma, com’è scritto sulle tessere di GayLib per il prossimo triennio, l’amore è uguale per tutti.

 

A nostro avviso è necessario lottare caparbiamente per l’allargamento del matrimonio civile alle coppie omoaffettive, cosa che ci ha sempre caratterizzato anche nel momento in cui il movimento di centrosinistra rifiutava quest’istituto in quanto considerato atavico, superato e fallimentare, salvo poi essere superati proprio a sinistra dallo spagnolo Zapatero.

Per questo motivo abbiamo creduto nell’azione di Certi Diritti e della Rete Lendford e con orgoglio posso dire che una nostra coppia, grazie agli avvocati di quella Rete, è riuscita a portare il proprio caso alla Suprema Corte.

 

Unica alternativa possibile al matrimonio civile, ma che si discosta solo nella forma e non nella sostanza, potrebbe essere la creazione dell’istituto giuridico delle Unioni Omoaffettive, da noi proposto, dove alla coppia dello stesso sesso verrebbero riconosciuti gli stessi diritti e gli stessi doveri di quelle sposate.

 

Omofobia

 

Personalmente sono convinto che in Italia non vi sia una vera e propria emergenza omofobia, ma che il tasso della stessa sia invariato: semmai sono aumentate le denunce nei confronti degli atti omofobici, dal momento che sempre più omosessuali accettano di vivere in modo aperto il proprio orientamento affettivo e quindi di non chinare la testa davanti all’aggressore.

 

Che omofobia e bullismo vadano combattuti siamo tutti d’accordo, ma personalmente non sono convinto che la ricetta proposta in questo momento sia la via migliore: la legge anti-omofobia infatti rappresenterebbe a mio giudizio una semplice cura palliativa del tutto inefficace, poiché non è aumentando le pene che il ladro smette di rubare.

 

L’omofobia va colpita alla base facendo sì che nella società si radichi la cultura della “normalizzazione” dell’omosessuale: nei paesi dove i gay hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri di tutti, dove sono “normali” per la gente comune come pure per lo Stato, il tasso di omofobia è assai più basso che da noi e questa via si chiama “cura preventiva”.

 

Per me è impensabile combattere la violenza e la discriminazione diretta, quando poi dallo Stato abbiamo una vera e propria discriminazione indiretta dovuta al vuoto legislativo che riguarda la piena cittadinanza delle persone omoaffettive.

 

La parità di diritti germinerebbe di conseguenza quel sentimento di autostima nelle persone gay che quindi si troverebbero a non più vergognarsi per il proprio orientamento affettivo e quindi ad alzare la testa di fronte ad ogni discriminazione o violenza.

 

Diritti ed autocoscienza quindi sono la vera arma di lotta all’omofobia: una legge che chiude la stalla dopo che i buoi sono scappati non serve a niente. E non mi stupisco se una parte del centrodestra che ha nel proprio DNA un certo giustizialismo fosse disposto a concedere una legge in tal senso o un poliziotto di quartiere in più nelle gay-street italiane, dal momento che il costo politico di tale azione è praticamente nullo, mentre riconoscere le coppie gay può voler dire molto, anche in termini di voti.

 

Adozioni

 

Penso sia arrivato il momento che la nostra associazione prenda posizione chiara in materia di adozioni da parte delle coppie formate da persone dello stesso sesso.

 

Vi sono infatti diverse opinioni anche al nostro interno e la mia personale posizione è di contrarietà poiché va considerato, a mio giudizio, non il diritto della coppia di adottare, ma quello bambino di essere adottato e quindi di usufruire, specie nelle fasi dello sviluppo, di quei processi identificativi che offrono la figura paterna e quella materna.

 

Sono invece favorevole all’adozione di adolescenti omosessuali che, avendo superato abbondantemente l’età dei processi identificativi, troverebbero in una coppia gay un humus famigliare in grado di garantire piena accettazione della personalità dell’adottato.

 

Il mio pensiero si è dimostrato valido anche nella dialettica politica con il centrodestra, ma non trovo corretto che per questo semplice motivo venga ad eclissare il pensiero di maggioranza dell’associazione a cui mi rifaccio come rappresentante.

 

Sociale gay

 

GayLib è stata una delle prime organizzazioni a toccare la tematica del “sociale gay”.

 

Si tratta di combattere il fenomeno della “doppia discriminazione”, ovvero quella che spesso tocca in sorte ai gay e alle lesbiche anziani e disabili.

 

Per primi abbiamo denunciato il problema del rapporto fra omosessualità e quarta età pubblicando diversi articoli in materia e a Merano siamo riusciti ad ottenere che nello statuto di una Fondazione che si occupa di case di riposo ed alloggi protetti fossero inserite, oltre alle coppie sposate, anche quelle di fatto e quelle formate da persone dello stesso sesso.

 

Non mi dilungo sulla questione dell’anziano omosessuale, spesso senza figli e magari isolato dai parenti, ma è certo che il mondo gay oltre a saune, bar e discoteche dovrebbe compiere uno sforzo maggiore in direzione di strutture finalizzate all’accoglienza degli anziani omosessuali soli o bisognosi.

 

Per quanto riguarda i portatori di handicap, penso che sia necessario uno sforzo maggiore da parte dei gestori di locali gay nell’abbattimento delle barriere architettoniche, visto che a noi sono arrivate diverse segnalazioni sulle difficoltà che molti incontrano nell’accedere ai locali, come pure ritengo indispensabile si azioni da parte delle associazioni gay il volontariato, oggi del tutto assente,  rivolto agli omosessuali disabili.

 

Cultura

 

Per essere destinatari di diritti dobbiamo dimostrare di essere una minoranza, una comunità. E per essere comunità dobbiamo dimostrare di avere una nostra cultura storica e di non essere un fenomeno passeggero figlio di questi tempi marci.

 

Io penso che la comunità omosessuale debba valorizzare il suo ampio patrimonio culturale ed in questo senso GayLib si è mossa con piede sicuro producendo mostre d’arte, articoli e pubblicazioni.

 

Tuttavia in questi ultimi tempi abbiamo assistito alla nascita di una cultura storica tendenziosa e motivata a fini politici, con la nascita di targhe fasulle e di monumenti, specialmente in occasione dei periodi elettorali.

 

Come GayLib, senza nulla togliere alla verità, abbiamo denunciato gli usi e gli abusi di chi è arrivato a moltiplicare per 100 le vittime omosessuali dei Lager nazisti, salvo poi dimenticare volutamente le assai più vittime omosessuali dei regimi comunisti, anche più recenti per non dire contemporanee, come pure quelle del tanto amato Che Guevara, inventore dei campi di concentramento per i gay cubani.

 

Solidarietà e cooperazione internazionale

 

Come avevo premesso nell’elenco delle attività svolte, posso con orgoglio affermare che GayLib ha saputo offrire aiuto a gay provenienti da paesi penalizzanti l’omosessualità sia intervenendo in modo diretto sui singoli casi, sia mettendo a disposizione informazioni e materiale dettagliato sui paesi e relativi articoli del codice penale rivolti alle persone omoaffettive.

 

Abbiamo persino denunciato il caso di un italiano condannato per sodomia in Tunisia.

 

Io penso che sia compito primario e non secondario dell’associazione quello di prendere contatti e di intervenire anche su casi di discriminazione nei paesi di residenza, interagendo coi singoli o con le organizzazioni locali o internazionali.

 

Per quanto riguarda la politica europea vorrei che con GayLib Francia e LSU Germania si possa iniziare un percorso federativo al fine di raccogliere attorno ad un unico tavolo le associazioni europee di gay di centrodestra.

 

Salute: malattie sessualmente trasmissibili

 

In questo settore GayLib ha saputo fornire proposte ed approfondimenti, ma ha organizzato, ad esempio, due sole campagne di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili o dell’HIV.

 

Ritengo che un impegno in tal senso debba essere intensificato, anche perché c’è una diffusione crescente delle malattie fra i giovanissimi, una recrudescenza di patologie, come la sifilide, che si davano per appartenenti alla storia del passato coloniale e soprattutto vi sono molti portatori di malattie che non sono a conoscenza di essere tali.

 

Da parte delle strutture sanitarie attualmente non viene diffuso l’autotest per l’HIV, dove con una goccia di sangue (come per la glicemia del diabetico) è possibile sapere se si è sieropositivi con un margine di sicurezza del 99 per cento. La motivazione addotta della non diffusione dell’auto test (costo 19 euro) è che la reazione psicologica di chi viene al corrente potrebbe essere distruttiva, ma intanto in Italia vi sono 140.000 casi di HIV diagnosticati con terapie che costano circa 1200 euro al mese ed un numero enorme di portatori che ignorano di esserlo. La diagnosi precoce aiuta, non solo per prevenire la diffusione del virus, ma anche per la somministrazione e l’efficacia delle terapie.

 

Io penso che quella della diffusione dell’autotest sia una delle iniziative a cui GayLib debba pensare come possibile campagna informativa e di profilassi.

 

Rapporti con il movimento gay

 

Sul rapporto con la restante parte del movimento gay c’è poco da dire: ci auguriamo che possa rimanere sempre ottimo come lo è stato fino ad oggi, nonostante la provata mancanza di sensibilità di alcune frange dell’associazionismo che non ci stimano poiché ritengono che quello dei diritti civili delle persone omosessuali debba essere un orticello esclusivo della sinistra.

 

L’associazione con la quale ultimamente ci sentiamo più vicini per via degli obiettivi che ci accomunano è senza dubbio Certi Diritti, gruppo di estrazione radicale nel quale abbiamo trovato purezza di idee e animosità convinta.

 

Personalmente non ho mai approvato della strategia militantistica del movimento una dialettica  volta alla chiusura e non al dialogo con l’intera società, ovvero manifestazioni estremizzate e spesso di dubbio gusto che finiscono per ritorcersi, per i motivi che tutti sappiamo, sull’efficacia stessa delle nostre lotte.

 

In tutta franchezza io non mi riconosco in certi esibizionismi che si vedono ai gay pride, ne’ voglio che la società comune veda in certe cadute di gusto me in quanto gay o la comunità omosessuale tutta.

 

Penso infatti alla nostra lotta come ad un’azione sindacale ed a chi mi dice che i gay pride sono momenti di festa, rispondo che davvero non so cosa ci sia da festeggiare dal momento che viviamo in una Nazione dove i gay vengono licenziati dal posto di lavoro, dove le coppie non vedono riconosciuta la loro unione e dove si rischia di trovare uno “Svastichella” dietro ad ogni angolo.

 

Piuttosto ambirei che il movimento omosessuale e transessuale italiano puntasse sulla sintesi e sulla rappresentatività, perché non è possibile fare riunioni con mille sigle o peggio leggere comunicati stampa dell’associazione dei cercatori di funghi gay che si lamenta di essere stata esclusa dall’incontro interassociativo con quel determinato politico: quando le idee e gli obiettivi sono gli stessi, bisogna sapersi ritrovare in un’unica sigla, mentre quando sono simili, è giusto che sia abbiano rappresentanze diverse.

 

Altrimenti si rischia che nascano manifestazioni apparentemente spontanee e svincolate dalle associazioni, dove viene chiesto di non portare la propria bandiera, che poi si concludono in tanta musica e quattro salti e niente di più.

 

Largo quindi nel mondo politico a chi rappresenta un’idea condivisibile o non condivisibile, ma i giocatori di bocce gay non possono pretendere la rappresentatività e il peso politico in seno agli incontri con le altre associazioni: cosa vogliono, bocce più rotonde? Campi più lunghi?

 

Sogno che anche in Italia, come avviene nel resto d’Europa, per entrare nelle saune e nei locali gay non sia obbligatorio essere iscritti ad una determinata associazione, come pure che essi non diventino bersaglio di amministrazioni comunali moraliste e spesso bigotte.

 

Contestualmente sono dell’idea che i gestori dei locali debbano compiere uno sforzo per adeguare le strutture alle norme igieniche e di sicurezza e, come dicevo poc’anzi, abbattere le barriere architettoniche. Irreprensibili, quindi, perché non si urli allo scandalo omofobia se viene chiuso un locale che si scopre poi privo di uscite di sicurezza o con il doppio dei clienti consentiti.

 

In conclusione a questa parte di intervento mi si lasci fare un passaggio su una cosa che confesso di non aver ancora digerito: si tratta di quegli esponenti delle associazioni e dei gruppi che hanno passato anni ed anni di militanza a dare dello “sporco fascista” a questo o a quel rappresentante politico, salvo poi essere i primi, specialmente a Roma, a mettersi in fila per la questua cercando di passare se non da comunisti, quanto meno non da antifascisti.

 

Si tratta di uno spettacolo indegno a cui molti non prestano attenzione o fingono di non farlo, ma che in tutta onestà trovo disgustoso.

 

Tale cosa vale anche per il rovescio della medaglia, dove vi sono amministratori di centrodestra eletti fra le grida di disapprovazione di esponenti della comunità gay comunisti e iperideologicizzati, ma che, arrivati forse inaspettatamente al potere, hanno messo da parte chi come noi li hanno sempre ed in modo incondizionato sostenuti.

 

Sigle

 

Sempre più ultimamente nella dialettica movimentistica  rivolta anche all’esterno si tendono ad utilizzare sigle di non immediata comprensione che di certo non facilitano il dialogo con la società.

Si era partiti con lgt, dove ‘L’ stava per lesbica, ‘G’ stava per gay e ‘T’ stava per trans. Da allora si è passati ad un cifrario degno di Alan Touring composto da ‘LGBTQIP’.

 

Propongo che la dialettica di GayLib si limiti al termine gay o omosessuale, che già in modo fisiologico raccoglie le diverse sfumature, e al termine transessuale.

 

Più ancora trovo indicato il termine “omoaffettivo”, di cui mi onoro la costruzione filologica, che pone l’accento non sul mero rapporto sessuale, quanto più sul sentimento, sull’amore: noi abbiamo già il diritto di avere rapporti sessuali con persone del nostro stesso sesso, ma il cruccio sta nel vedere riconosciuti i diritti in quanto persone che si amano.

 

Struttura dell’associazione

 

Cariche sociali

 

Secondo la mia visione il consiglio direttivo dovrebbe essere formato da 7 membri al fine di garantire una certa dinamicità e velocità nel raggiungere le decisioni;

 

ritengo che sia indispensabile continuare nell’opera di radicazione sul territorio tramite le referenze regionali ma, nel contempo, vorrei proporre delle figure “orizzontali”, cioè dei referenti per tematica.

 

GayLib, come ho esposto sopra, ha saputo toccare diversi temi, ma secondo me sarebbe auspicabile che nascano delle vere e proprie referenze di competenza:

 

-         transessualità (translib)

-         giovani

-         fede

-         cultura

-         sociale

-         salute

-         cooperazione internazionale;

 

Dal momento che è previsto nel ruolo, se eletto presidente dell’Associazione chiederò a Luca Maggioni di rivestire la carica di vicepresidente e a Michele Beozzo quella di coordinatore.

 

Finanziamenti

 

Fino ad oggi GayLib è riuscita a fare grandi cose grazie all’autofinanziamento. Questa scelta è stata voluta per un motivo prettamente ideologico, ovvero di far sentire il militante proprietario dell’associazione in cui si riconosce, ovvero legato ad essa a doppio filo.

 

Tuttavia le spese per intraprendere le attività sono in crescita e pertanto chiedo all’assemblea di approvare una quota associativa unica valida per il triennio di 20 euro.

 

Inoltre trovo sia arrivato il momento di darsi da fare per accedere a finanziamenti privati e a sponsorizzazioni, come pure, essendo la nostra un’associazione no profit, al 5 per mille.

 

Progetti su cui stiamo lavorando di prossima realizzazione:

 

Per gli inizi del marzo 2010 stiamo organizzando a Lodi, in collaborazione con Mario Pasquali, un convegno di ampio respiro sulle persecuzioni del Novecento rimosse dalla memoria: essere gay nei paesi comunisti, utu e tutzi in Rowanda, la donna nell’Islam, il genocidio degli armeni ecc.;

 

Vogliamo trasformare notiziegay.it in testata giornalistica a tutti gli effetti;

 

Stiamo progettando una serie di video-documentari amatoriali improntati sull’attualità e sulla cultura dell’omosessualità;

 

Dopo il saluto ed il confronto con i vari esponenti politici e del movimento vi sarà la possibilità di arricchire e migliorare le proposte che ho esposto e sono convinto che GayLib saprà continuare con l’entusiasmo e la fede nella realizzazione di un mondo di uguaglianza più libero e migliore, nostro primo ed autentico elemento di forza.

 

 


II congresso GayLib

www.gaylib.it