
Lazio
22 mar 2007
GAYLIB LAZIO: LA GIUNTA DI FRASCATI TESSE LE LODI
CON UNA RASSEGNA CULTURALE AL REGIME CASTRISTA CAMPIONE DI OMOFOBIA E DI
PROSTITUZIONE MINORILE. SI ABBASSINO I TONI SULL’INIZIATIVA IN NOME DEI VALORI
CONDIVISI COME LA LIBERTA’ E I DIRITTI. QUELLI CHE A CUBA MANCANO.
GayLib Lazio prende formalmente le distanze, denunciandone la gravità
storico-politica e sociale dell’iniziativa filocastrista che si terrà presso le
scuderie Aldobrandini di Frascati dal 24 marzo.
Ci spiace leggere – annotano dall’associazione gay di centrodestra – che il
Comune di Frascati si erga addirittura a promotore, attraverso il suo
assessorato alle Politiche Culturali, di una rassegna artistica che di fatto
magnifica come eroi due personaggi tutt’altro che esemplari, se non in negativo,
quali sono stati Fidel Castro e Ernesto Che Guevara. E’ bene ricordare, poi, che
la loro Rivoluzione, dalla quale prende il titolo l’intero cartellone di eventi,
ha provocato a Cuba repressione attraverso la negazione dei diritti di libertà,
terrore e discriminazione violenta in primo luogo per gli omosessuali e gli
artisti, due categorie di “indesiderabili” per il regime perché “diversi” dalla
massa, quindi potenzialmente controrivoluzionari.
L’assessore alle Politiche Culturali di Frascati dovrebbe forse andare a
rileggere un libro bello quanto sconvolgente intitolato “Prima che sia notte” di
Reinaldo Arenas, cubano, artista, omosessuale perseguitato dal regime castrista
così come le numerose ricerche del padre storico del movimento gay italiano
Massimo Consoli, che certo non simpatizza per la destra, il quale ha dimostrato
come proprio il grande Che Guevara, che peraltro era medico, sia stato il primo
persecutore degli omosessuali cubani. Il primo a dare vita, appena nominato
ministro, ai campi di lavoro forzato nei quali, forse, a giudizio dell’eroe, gli
invertiti potevano ritrovare la virilità e la passione politica per il regime.
Ci rattrista che proprio la città di Frascati, resasi autrice non più tardi di
qualche settimana fa, di una iniziativa bella e all’avanguardia come la
proiezione del film “Transamerica” nelle scuole per educare i ragazzi al
rispetto delle diversità, cada oggi in maniera tanto rovinosa tessendo lodi con
fondi pubblici al regime di Fidel Castro. Uno scivolone che non fa onore alla
tradizione nobile e libera di Frascati. Concludendo, non resta che auspicare un
abbassamento dei toni sull’iniziativa in nome di valori che in Italia dovrebbero
essere condivisi quali la democrazia, il rispetto dei diritti umani, civili e di
libertà. Esattamente quelli che mancano ancora oggi, a oltre cinquant’anni dalla
Rivoluzione castrista, nella martoriata società cubana, all’interno della quale
invece imperano: fame, narcotraffico, prostituzione e lavoro minorili. Argomenti
sui quali forse sarebbe più onorevole spendere soldi e organizzare convegni con
i patrocini comunali.
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