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29 nov 09
E' morto Enzo Francone, tra i fondatori del FUORI!, storico esponente del movimento lgbt
Su
ogni cosa è possibile raggiungere la sicurezza, ma riguardo alla
morte tutti viviamo in una città senza mura (Epicuro).
Il movimento omosessuale in Italia ha perso oggi uno dei suoi piú
importanti e validi esponenti; Enzo Francone è morto nel tardo
pomeriggio di domenica 29 novembre a Torino per gli esiti di un
tumore incurabile. Francone si adoperò sin da giovane per i diritti
delle persone omosessuali; il suo nome si evidenziò nel FUORI, il
primo movimento omosessuale italiano, in cui fu impegnato in tutte
le iniziative, dalla fondazione alla manisfestazione di Sanremo del
1972 contro i medici cattolici che reclamavano capacità di cura
dell'omosessualità. Nel 1979, sullo schema di quanto fatto due anni
prima da Angelo Pezzana in Unione Sovietica, Enzo Francone organizzò
e attuò da solo un'azione di protesta in Iran contro il regime di
Khomeini, che gli costarono tre giorni di carcere durissimo.
L'intento era di sensibilizzare, attraverso la denuncia della
condizione delle persone omosessuali, sulle terribili condizioni di
vita che non solo gli omosessuali, ma anche le donne e alla fine
tutta la popolazione avrebbe dovuto subire. Oggi, purtroppo, il
paese sotto lo stesso implacabile regime marcia a passo spedito
verso l'atomica e non ha affatto smesso di perseguitare gay e
lesbiche. Negli anni 2000, raggiunta la pensione, rinnovò il suo
impegno nelle associazioni LGBT torinesi, in particolare con
l'impegno nel Pride nazionale del 2006, con l'associazione
Certidiritti, con la Consulta Torinese per la Laicità delle
Istituzioni e in tante altre iniziative. Nell'ultimo anno aiutò
anche il comitato organizzatore del Pride di Genova del 2009, fino
alla giornata della sfilata in cui l'impegno per guidare fino alla
fine il corteo fra le strette strade della Superba non faceva
prevedere il triste epilogo avvenuto soli cinque mesi dopo. La sua
scomparsa lascia un grande vuoto fra tutti coloro che hanno a cuore
i diritti civili, un vuoto che però il ricordo di tutto ciò che Enzo
ha fatto e di ciò che ancora avrebbe voluto fare deve essere un
motivo in piú per continuare.
Grazie Enzo, non ti dimenticheremo.
Mario Moisio