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Luca Maggioni: impressioni sull'inocntro fra le
associazioni di Bologna (11 nov 07)
" .. l'assunto fondamentale che e' il movimento che deve stare al servizio
della comunita', e non deve mai accadere che la comunita' serva agli interessi
del movimento. "
Massimo Consoli
So gia' che il presidente Mancuso dira' che sono il solito attivista da tastiera
ma ugualmente faccio le mie osservazioni sull'incontro avvenuto domenica scorsa
a Bologna c/o il Cassero.
Inizio subito affermando che e' stata una giornata piuttosto deludente.
Al di la' di aver incontrato e conosciuto persone e realta', che per mia
ignoranza non conoscevo, non trovo nella mia memoria null'altro di positivo.
Mi aspettavo, ma forse sono un vecchio idealista utopista, che la giornata si
sviluppasse con proposte atte a far sentire maggiormente il nostro peso nella
societa' e nelle istituzioni.
So che puo' essere importante decidere se il Pride lo si deve svolgere sempre a
Roma oppure itinerante, ma il Pride non e' lo strumento per far breccia nella
societa', anzi e' forse lo strumento che meno avvicina la gente a noi.
Questa mia idea e' suffragata dal sentire dell'opinione comune, ma anche da
quanto si dice all'interno della comunita' e non solo tra i vecchietti e bigotti
della destra, quale io sono, ma anche tra i ragazzi che hanno idee progressiste
e di sinistra.
Non e' mia intenzione affermare che il Pride vada soppresso, tuttaltro, solo che
bisogna dargli l'importanza che giustamente deve avere, una festa, un momento di
incontro tra realta' che difficilmente avrebbero modo di incontrarsi, ma non lo
farei divenire l'avvenimento principale di tutta la lotta del movimento.
Nella giornata di Bologna mi sarei aspettato da qualcuno, magari dai
rappresentanti dei movimenti piu' importanti, delle iniziative che ci diano la
possibilita' di contare davvero.
Proporre una raccolta firme attorno ad una proposta di legge di nuova redazione
oppure appoggiarne una gia' presente in Parlamento, coinvolgere istituzioni,
partiti, associazioni e quant'altro per raggiungere il maggior numero di firme
possibili.
Se e' vero che il 10% della popolazione mondiale e' glbt, in Italia siamo 5
milioni ca, se e' oltremodo vero, ma i numeri ogni tanto si danno, che a Roma
c'era un milione di persone al Pride, che fine hanno fatto gli altri 4 ?
Le associazioni che fanno parte del variegato mondo glbt non sono sicuramente
rappresentanti di tutto il movimento, in quanto molti non si sentono
rappresentati da nessuno di noi, porci una domanda sul perche' di questa
situazione sarebbe un bel punto di partenza.
Vincere la battaglia di rappresentare tutti coloro che sono glbt e' fondamentale
per farci percepire dagli altri come un movimento davvero unito e
rappresentativo.
La frammentazione, a volte solo per difendere piccoli interessi di potere o di
mero scontro con altri centri di potere piu' grandi, non giova al movimento e da
una immagine di noi per nulla unita e coesa.
So che e' facile parlare o scrivere diverso e' l'agire ed il fare.
Proviamo pero' ad uscire dalla logica delle torri d'avorio, ognuno si crede il
portatore della verita' e piu' e' grande piu' crede che la sua sia la verita'
piu' vera, ognuno di noi ha idee valide e condivisibili, bisogna valutarle per
quello che sono non dall'importanza di chi le propone, sono grande, ricco e ben
posizionato, allora le mie idee son valide, tu sei piccolo senza soldi e con
poche conoscenze, allora non conti nulla.
Se la battaglia dei diritti civili va vinta la si deve vincere senza guardare
agli schieramenti politici, senza idee preconcette, perche' in molti casi chi si
dimostrava " nostro " amico alla lunga, in qualche caso anche alla corta, vinte
le elezioni, si dimenticava delle promesse e accantonava le nostre proposte, " .
ci sono cose piu' importanti da fare, il paese si aspetta altre riforme . " ,
sono frasi che forse a qualcuno di voi dicono qualcosa ?
Io sono abituato per mia formazione politica, intellettuale e personale a non
badare alle idee politiche quando devo ottenere dei risultati per le mie
battaglie civili e di diritto, il movimento dovrebbe fare lo stesso.
Vero che il riunire diverse associazioni che hanno lo stesso progetto e' stato
difficile per anni e che adesso questo risultato e' stato raggiunto, ma non deve
essere un traguardo ma un punto di partenza, soprattutto deve essere diverso lo
spirito di stare assieme, non solo di facciata come e' sembrato a me, ma deve
essere convinto che la battaglia da fare e' comune e che la si deve vincere
assieme.
Un'ultima osservazione, in Parlamento ci sono dei rappresentanti della comunita'
ed io pensavo che sarebbero stati presenti e partecipi in quella riunione, ma a
parte Grillini, che e' rimasto in religioso silenzio appartato in un angolo, non
si e' visto nessuno.
Io avrei voluto la presenza di questi nostri rappresentati per fare loro domande
e per definire con loro iniziative di sostegno alle nostre lotte.
Nonostante la delusione di questa giornata la mia voglia di continuare a lottare
per i diritti che ci vengono negati non verra' meno, anzi ne e' forse uscita
rafforzata.
" Tanti anni fa eravamo froci, oggi siamo cittadini italiani membri di una
comunita'. L'unico problema e' che c'e' ancora qualcuno che sembra non essersene
accorto. Sta a noi educarlo .. "
Luca Maggioni
Coordinatore Lombardia
Gaylib gay liberali di centrodestra
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