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Maggioni a Galli: "Se fa prima a meteghel in del "lato B" che in del co"

di Luca Maggioni

Nei giorni scorsi il consiglio regionale della Lombardia ha bocciato una proposta di adesione alla giornata mondiale contro l'omofobia che si tiene il 17 maggio. L'adesione a questa iniziativa sarebbe dovuta essere scontata in quanto si chiede il rispetto della libertà di vivere tranquillamente e dignitosamentela propria vita, senza essere discriminati per il fatto di avere affetto perle persone del proprio sesso. Votare a favore di questa proposta avrebbe dato ancora maggior peso ed aiutato quelle associazioni e organizzazioni che si battono perchè venga depenalizzato il reato di omosessualità, così come votato dal Consiglio Generale dell'Onu, e avrebbe contribuito a far pressione su quegli stati dove gli omosessuali, in quanto tali, subiscono il carcere ed anche la penadi morte. Sono concetti tanto chiari e semplici, che non dovrebbero più essere messi in discussione da nessuno, in quanto l'essere contro l'omofobia non implica l'accettare le legittime richieste di equiparazione dei matrimoni tra coppie eterosessuali ed omosessuali. Tanto è semplice e tranquillo l'argomento che i consiglieri della maggioranza di centrodestra hanno bocciato la proposta, quando si vuoleessere più realisti del re, in questo caso direi più papisti del papa. Ma il protagonista di questa bocciatura è stato il consigliere Stefano Galli, Lega Nord, che ha svolto un intervento che denota la sua scarsa conoscenza di quanto affermato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, omosessualità non malattia mentale, e dalla scarsa sensibilità verso coloro che sono discriminati e perseguiti per amare persone dello stesso sesso. In un'intervista il consigliere Galli dichiara che ai leghisti non piace la confusione, allora per prima cosa dovrà far chiarezza nella sua testa, quei quattro pensieri che ha gli fanno corto circuito, in quanto, nella stessa intervista, confonde l'omofobia con la richiesta di matrimoni od unioni omoaffettive e l'adozione da parte di coppie omosessuali. Alcune associazioni omosessuali ed esponenti dell'opposizione in Regione Lombardia hanno chiesto l'intervento del presidente Formigoni per censurarele parole e l'atteggiamento del leghista Galli. Mi permetto di dissentire da questa richiesta, in quanto sarebbe un'impresa troppo gravosa anche per l'intelligente Formigoni far capire a Galli queste elementari e semplici pensieri. Per il consigliere Galli si potrebbe applicare il vecchio detto brianzolo: "Se fa prima a meteghel in del "lato B" che in del co".

19 gen 09
 


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