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20 lug 10
Nei giorni scorsi a Milano e'
stato vietato ad un ragazzo di donare il sangue per il suo
orientamento sessuale.
Gabriele e' donatore di sangue da anni e fino a l'altro giorno non
ha avuto nessun problema, l'istituto Pini ha sempre accettato le sue
donazioni, sapendo che il donatore era omosessuale.
Da qualche mese il Pini e' stato compreso nel Policlinico, quindi si
applicano le procedure di questo ospedale, che prevedono che non
possono essere donatori coloro che hanno rapporti sessuali a
rischio.
Ovviamente un omosessuale, seguendo una tradizione di stupidi luoghi
comuni, ha solo rapporti sessuali a rischio, anche se, come nel caso
di Gabriele, si ha una relazione stabile da diversi anni.
Ergo se sono un omosessuale e lo dichiaro non posso essere donatore,
anche se sono vergine, casto e puro, se sono eterosessuale ed ho
un'intensa vita sessuale, magari non protetta posso donare sangue e
magari pure mettere a rischio la vita di chi ricevera' il mio
sangue.
Mi chiedo come sia possibile che un ospedale dell'importanza del
Policlinico possa applicare questo protocollo discriminatorio nei
confronti degli omosessuali e come la Regione Lombardia ed il
Ministero assistano a questo nel silenzio piu' totale.
Presidente Formigoni, assessore Bresciani cosa aspettate a fermare
questi medici che applicano le regole a loro piacimento, basando la
propria professione non sulla deontologia ma sulla propria
convinzione religiosa.
Ministro Fazio lei e' un uomo di scienza e di medicina, non puo'
stare zitto davanti a questo grave atto di intolleranza, il suo
silenzio avvalla e certifica che si puo' impunemente discriminare
una persona in base al proprio orientamento sessuale.
Non ci faccia rimpiangere il suo predecessore, Storace, che in una
simile situazione apri' un'inchiesta.
Di sangue abbiamo costante bisogno, ma se andiamo avanti di questo
passo sara' piu' importante avere del sale in zucca, sempre che ci
siano delle zucche ancora in circolazione e non delle rape.
Luca Maggioni
vice presidente
Gaylib