
Lombardia
Signor Massimo Oldani,
le porgo innanzitutto le mie piu’ sentite condoglianze per la prematura e atroce morte di suo fratello Maurizio.
Le premetto che non essendo milanese, ma della Brianza lecchese, non conoscevo suo fratello ne personalmente e nemmeno attraverso la stampa per la sua attivita’ nell’associazionismo e nella politica.
Quando nei giorni scorsi ho letto della morte di suo fratello, mi ha lasciato sbalordito il modo in cui e’ stato ucciso, il fatto che lui fosse o meno gay non mi ha toccato minimamente.
Per me suo fratello e’ un essere umano che ha lasciato questa terra anzitempo, per mano ancora ignota, in maniera barbara e vigliacca.
Solo in un secondo tempo ho dovuto prendere atto che alla stampa interessava di piu’ mettere in risalto non la notizia della morte, ma il ritrovamento addosso a suo fratello di una tessera Arcigay.
Quindi il legare l’appartenenza di suo fratello alla comunita’ gay, ma un appartenenza nascosta, e mettere in contrapposizione questa sua “ doppia vita “, cattolico e rispettabile di giorno, omosessuale e pervertito di notte.
La mia formazione culturale e politica mi impone di lasciare che ognuno viva la propria esistenza come meglio crede, l’importante e’ non danneggiare gli altri e rimanere nella legalita’.
Io ho deciso di vivere la mia omosessualita’ in maniera chiara e trasparente, suo fratello, sempre che sia stato omosessuale, avrebbe scelto di viverla in “ clandestinita’ “.
Come ho detto ad altre persone se avessi avuto il piacere di conoscere suo fratello , su questo suo modo di vivere l’omosessualita’ sicuramente l’avrei attaccato e combattuto, sempre in forma dialettica e rispettosa, ma avrei comunque accettato la sua decisione di rimanere nell’ombra.
Questo brutto episodio dovrebbe scuotere un po’ le coscienze di coloro che considerano l’omosessualita’ ancora una malattia, una devianza, una porcheria, una perversione e possiamo continuare all’infinito, invece l’omosessualita’ e’ solo un modo diverso di amare.
Fintanto che ci saranno persone che umiliano, sbeffeggiano e maltrattano uomini o donne che amano persone del loro stesso sesso, ci saranno sempre delle persone che nascondono la propria condizione sessuale per paura di ritorsioni, ricatti, messa all’indice dalla societa’ “civile e perbene“.
Il coraggio o si ha o non si ha, non ce lo possiamo dare.
Tra qualche tempo, quando la sua rabbia si sara’ calmata e la ragione, che in lei e’ sicuramente forte ed integra, avra’ ripreso il sopravvento sui sentimenti, si avvicini ancora di piu’ alle associazioni, a quella da me rappresentata, o all ‘Arcigay, che si e’ comportata in maniera poco sensibile ed educata, dando un giudizio di stomaco e non di testa in questa occasione, o ad altre associazioni che sono presenti sul territorio lombardo e con loro lavorare per far capire a tutti che gli omosessuali, le lesbiche i bisex i transgender sono esseri umani che vanno rispettati per come operano nel pubblico e non disprezzati per quel che fanno nel privato.
Sono contento perche’ Maurizio nella nuova vita che ha iniziato trovera’ sicuramente pace e serenita’ , sono rammaricato e dispiaciuto perche’ pace e serenita’ non le ha trovate, e tanti come lui, in questa vita.
La saluto cordialmente e rinnovo a lei ed a tutti suoi famigliari sentite condoglianze.
Luca Maggioni
Coordinatore regionale
Gaylib – gay liberali di centrodestra