GayLib Toscana
AIUTIAMO MIRANDA!
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CARTA POSTEPAY N. 4023 6004 5718 7880
30 mar 08
Miranda: non chiediamo il perdono, da di capire e di starle vicino!
di Luisella Audero
Cari amici, quella che vorrei raccontarvi è la storia di Miranda, una storia che è soprattutto un problema, una questione che grida comprensione.
Miranda è una assassina, una poco di buono, una pervertita, una che tutto sommato si è andata a cercare quello che le è successo. E comunque Miranda non è più un problema di questa società, che come le tre scimmiette non sente non vede e non parla.
Una società annichilita e soprattutto anestetizzata.
Miranda è un’assassina.
Ma prima di questo, prima del gesto finale, chi era? (continua)
31 mar 08
Un sostegno economico per le prime necessità: GayLib Toscana conosce la sua storia e sceglie di non abbandonarla.
Carissim*, questa mattina alle 9 presso il Tribunale di Lucca si è tenuto l'incidente probatorio per Miranda Pereira, rea confessa dell'uccisione di suo marito, avvenuta poco più di un mese fa a Lido di Camaiore.
C'è un cauto ottimismo nelle parole del suo avvocato, Cristiana Francesconi, perchè, come domani riporteranno i giornali locali, l'incidente probatorio con la cugina è andato bene. Ma Miranda dovrà rimanere in carcere a Livorno.
GayLib, l'associazione di cui faccio parte come referente per la Toscana, da oggi intende aiutare e sostenere Miranda, in accordo ovviamente con il suo avvocato, per consentirle di acquistare i beni DI PRIMA NECESSITA' che deve assolutamente comprare nella struttura carceraria di Livorno. Nessuno può andarla a trovare, a parte il suo avvocato e dunque non è rimasto, a GayLib, che assumere una decisione semplice: attraverso me, aprire un conto postepay sul quale chi vorrà, ciascuno potrà effettuare un versamento che poi naturalmente sarà consegnato nelle mani del suo avvocato che una volta la settimana si reca a Livorno. Denaro che sarà quindi utilizzato immediatamente da Miranda per comprare cibo, sapone e quant'altro.
Miranda metteva i proventi dell'attività che il marito la costringeva a esercitare su un conto a lui intestato e dunque non ha più un euro e inoltre non ha più nemmeno le chiavi della casa in affitto dove vivevano, per cui è senza vestiti e oggetti personali. (continua)

