GayLib Toscana
Strage di Viareggio, Sara ed Emanuela, ancora un'ultima discriminazione: erano amanti, non semplice amiche
Comunicato stampa GayLib Toscana, 27 lug 09
Ieri sera la Fondazione Gaber, in una serata estremamente commuovente e
partecipata all’inverosimile, ha compiuto l’ennesimo atto di discriminazione nei
confronti di una coppia omosessuale. Una coppia, quella di Sara ed Emanuela, che
è stata separata dalla tragedia del 29 giugno, da quelle fiamme che hanno ucciso
Sara, insieme ad altre 27 vittime, e costringono Emanuela in un letto
d’ospedale, a Genova.
Sara ha dato la vita per salvare Emanuela, dopo aver costruito la propria vita
insieme, dopo aver inaugurato la propria agenzia immobiliare, in marzo, dopo
aver edificato un rapporto parentale con i genitori di entrambe, dopo aver
vissuto una vita d’amore.
Un amore come quello delle altre vite spezzate, con pari dignità, intensità,
gioia, sogni.
E ancora una volta la voce di Maddalena Crippa ha letto un testo nel quale non
si è parlato di fidanzata o compagna, ma semplicemente di “amica”. Non ha voluto
riconoscere l’amore omosessuale di Sara ed Emanuela di fronte a 6000 persone,
come sarebbe stato normale che fosse, come è avvenuto per tutte le altre storie
narrate dagli altri protagonisti della serata “Viareggio ricorda Viareggio”. E
così ha fatto la stampa, esattamente come nel caso di Domenico Riso e del suo
compagno, morti con il figlio di lui nell’incidente aereo dell’agosto 2008.
Senza inutili polemiche, GayLib Toscana però vuole evidenziare ancora una volta
l’ipocrisia nel non voler accettare il diritto all’omoaffettività, mancando di
equiparare in vita e in morte l’amore di Sara e Emanuela così come, invece,
avviene spesso, ma non sempre, nella realtà. E quando non avviene è perché
accadono episodi di discriminazione e chiusura e paura come quello di ieri sera.
Come se fosse una vergogna l’amore lesbico, come se fosse un amore di serie B.
GayLib partecipando al dolore dei familiari e degli amici di Rita e di Emanuela,
rivendica però pari dignità per l’atto eroico di Rita, che è stata la 24.a
vittima, deceduta dopo circa una settimana all’ospedale di Sanpierdarena, al
pari di quello di Hamza, morto per salvare la sorella dalle fiamme. E
soprattutto vogliamo che tutta la città, che tutta Italia sappia che non erano
amiche, ma erano compagne di vita, che avevano un progetto d’amore, che erano
circondate dall’affetto dei propri cari e che Emanuela tornerà fra noi e troverà
la comunità viareggina pronta ad accoglierla. Ed il suo lutto, la sua
“vedovanza” sarà pari a quella di tutti gli altri. Questo rivendichiamo per lei
e per tutte coloro che come lei amano una donna. Basta con questa ipocrisia, noi
omosessuali non ci vergogniamo di amare perché l’amore non ha sesso, non ha età,
non ha razza, non ha colore, così come il dolore.
Quello che è accaduto in Cittadella ci offende e ci indigna. E offende e indigna
la memoria di Sara.
Referente GayLib Toscana
Luisella Audero
329 3948523
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