GayLib Trentino Alto Adige

 

16 giu 08

PDL – Non solo uniti per vincere alle provinciali

 Mi permetto di esprimere un parere non solo personale in vista delle molteplici riunioni ed incontri che animeranno l’estate culturale e politica locale in vista delle prossime elezioni provinciali d’autunno. Se le varie componenti del PDL oltre ad essere uniti nel simbolo lo saranno anche negli intenti dimostrando anche in ambito locale di essere non solo alternativa a Lorenzo Dellai ed alla sinistra ma parte di quella società civile che in Italia come nel resto dell’Europa ha da tempo superato ideologismi e fantasmi del passato e guarda al presente ed al futuro con la serenità necessaria a fare le scelte giuste nell’interesse dei cittadini. In particolare invito tutti i futuri candidati a farsi promotori di iniziative atte a recepire nei limiti delle competenze della Provincia Autonoma di Trento le molte direttive comunitarie in materia di diritti civili e lotta alla discriminazione delle persone omosessuali . Perseverare nella propaganda eterosessista è un danno sociale oltre che politico e non contribuisce certo a rafforzare e tutelare la famiglia come si vuole far credere. Il Trentino è certamente pronto ad essere governato dal PDL, ma vuole una forza politica che sia al passo con i tempi e che sappia affrontare i grandi temi sociali di questo secolo. Non bisogna avere il timore di tutelare le minoranze che sono quotidianamente parte integrate della società civile che si rappresenta. Significativa in tal senso la recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Trattato di Lisbona perché sancisce il pieno riconoscimento dell’individuo e dei suoi diritti inviolabili tracciando le linee guida per le legislazioni degli stati membri. Gli stessi Gesuiti hanno recentemente aperto uno spiraglio e definiscono «scelta giustificabile» quella del riconoscimento giuridico del «legame tra persone dello stesso sesso». Il problema è analizzato sotto il profilo dottrinale, giuridico, psicologico, storico, sociale. La conclusione è che «il riconoscimento giuridico, quale presa d´atto di relazioni già in essere, trova la sua giustificazione in quanto concorre alla costruzione del bene comune. Prendersi cura dell´altro stabilmente è contributo alla vita sociale». Riconoscere l’omoaffettività significa anche dare una diversa prospettiva di vita agli omosessuali a farli uscire dai meandri oscuri dei circoli ricreativi cancellando le cause dell’emarginazione sociale. Con l’occasione auspico un futuro di proficua collaborazione tra GAYLIB del Trentino che ho l’onore di rappresentare e tutto il movimento del Popolo delle Libertà

 

Michele Beozzo

338.8898473

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