GayLib Trentino Alto Adige
L'Adige, 13 lug 08
Gay in politica anche a destra
Mi permetto di entrare nel merito della questione del riconoscimento al circolo «8 luglio» Arcigay Trentino di essere tra le associazioni alle quali la legge riconosce i requisiti al fine della destinazione del 5 per mille delle imposte.
Arcigay come associazione è riconosciuta da oltre vent'anni e da 15 lavora con scarso profitto anche in provincia di Trento, che piaccia o meno al consigliere Amistadi, e mi preme sottolineare che lo scarso profitto è direttamente collegato alle irrisorie risorse dell'associazione.
Combattere quotidianamente contro la discriminazione subita dagli omosessuali le assicuro richiederebbe fondi molto cospicui, ben venga quindi la possibilità di sostenere le iniziative dei volontari, ne più ne meno di come imagino possa aver contribuito ogni buon cristiano alla questua della messa in piena e totale libertà.
E non solo ma ci sono anche degli omosessuali che intendono fare politica in modo diverso da Arcigay che ha visto le proprie aspettative tradite più volte dalla sinistra proprio perché troppo impegnata a dare ascolto ai suoi compari teodem e che hanno dato vita anche in Trentino Alto Adige a Gaylib associazione politica culturale dell'area liberale Pdl e sinceramente mi auguro che avremo modo di confrontarci meglio nella prossima campagna elettorale di autunno alla quale fin da subito aderisco personalmente con l'auspicio che il Popolo della Libertà non solo si presenti unito alle elezioni ma che abbia il coraggio di dimostrare anche attraverso la mia eventuale candidatura di essere una Destra moderna capace di guardare alle esigenze dei propri cittadini, senza discriminare nessuno per sentirsi meglio.
Ho imparato il senso della discriminazione grazie all'allora Msi-Dn che aveva un solo consigliere Taverna con il quale ho avuto l'onore di collaborare proficuamente per anni e dal quale ho imparato tra le altre cose a dare sempre il massimo con tenacia e determinazione perché non sono impegnato in una battaglia personale ma in una lotta giusta e civile che coinvolge il 5% circa della popolazione che vive quotidianamente nell'ombra con il timore che l'opinione pubblica si interessi dei loro gusti sessuali più che delle incapacità della classe politica di cui lei è rappresentante, sapesse quante margherite sono state private dei loro petali da relazioni omosessuali cambierebbe simbolo.
Michele Beozzo - Referente Gaylib
Trentino Alto Adige