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18 apr 09
Padova. «Discriminazione alla biblioteca di Este: siti di cultura gay oscurati»
Alberto Ruggin, presidente GayLib, denuncia l’impossibilità di consultare su
internet pagine di informazione omosessuale
di Ferdinando Garavello
Discriminazione sessuale o semplici restrizioni telematiche? Per avere la
risposta è necessario recarsi nella sala computer della biblioteca civica, al
centro di una furiosa polemica in questi giorni: entrare nei siti gay dai
terminali pubblici dell’istituzione di via Zanchi è impossibile, perché il
programma che gestisce gli accessi ad internet blocca automaticamente qualsiasi
indirizzo contenente il termine “gay”.
A lanciare gli strali del mondo omosessuale contro la “Dolfin Boldù” è Alberto
Ruggin, referente veneto dell’associazione di centrodestra GayLib, assurto
all’onore delle cronache nel novembre di due anni fa. In quel periodo, infatti,
il giovane atestino fu estromesso dall’attività del coro della parrocchia delle
Grazie per il suo orientamento sessuale e ne derivò uno scandalo di grandi
proporzioni.
A raccontare l’episodio di discriminazione informatica è lo stesso Ruggin. “Ero
andato in biblioteca perché non ho il computer a casa in questo periodo – dice –
e avevo bisogno di documentarmi su alcuni siti di informazione giornalistica
come Gay.it e Gay news. Non ero certo alla cerca di siti pornografici, ma di
semplice materiale documentativo di cultura gay”. Facile immaginare la sorpresa
del presidente veneto di GayLib quando il computer ha iniziato a negargli
l’accesso ai siti in oggetto.
Per comprendere meglio la situazione il ragazzo ha tentato dallo stesso computer
di accedere ad altri siti, di natura molto meno informativa, scoprendo che
invece è possibile comunque raggiungere pagine dal contenuto chiaramente
pornografico. “Questa è una vergogna – accusa Ruggin - vorrei portare
all’attenzione di tutti quello che per me è un disservizio vero e proprio e
quindi intendo rivolgermi all’amministrazione comunale per far conoscere le mie
perplessità. Solo in un’italietta provinciale e sicuramente non europea non è
possibile consultare in una biblioteca pubblica materiale di cultura gay”.
Inoltre all’ombra della porta Vecchia non esistono internet point ed il servizio
in biblioteca è a pagamento.
“Ci sono giovani gay – chiosa infine Ruggin - che soffrono per il fatto di non
essere accettati o di accettarsi, figurarsi poi se possono cercare informazioni
di questo tipo utilizzando il computer di famiglia. Con il termine gay c’è chi
evidentemente intende solo il pornografico”.
Il giovane intende promuovere quindi una conferenza di cultura omosessuale ad
Este, alla quale invitare l’amministrazione ed i responsabili della biblioteca
civica. “I gay – è il suo ultimo commento - rappresentano una minoranza che
esiste da sempre e che fino ad oggi è rimasta nascosta ed oppressa, ma che ora
ha una propria cultura ed una propria informazione”.